Il racconto di una passione

  • La storia del Vivaio Caterina corrisponde alla storia della moderna
    tartuficoltura italiana: nel 1978 il Prof. Mattia Bencivenga iniziò le
    prove di micorrizazione di plantule di roverella con spore del
    tartufo nero pregiato.
  • Le piante prodotte furono utilizzate per
    realizzare la prima tartufaia coltivata di tartufo nero pregiato in
    Italia (tartufaia sperimentale di Volperino). La tartufaia entrò in
    produzione nel 1984 (il primo tartufo fu raccolto il 28/02/1984) e
    costituì una palestra di studio per numerosi studenti e ricercatori
    italiani e stranieri. Sotto la guida del Prof. Bencivenga, nel 1982 fu
    realizzato il primo vivaio per produrre le piante micorrizate a
    Scheggino (PG). Nel 1986 fu inaugurato il Vivaio Caterina
    nell’attuale sede di Badiola, Marsciano (PG). Nei primi anni la
    produzione delle poche migliaia di piante era limitata a solo due
    specie di simbionti (Roverella, Nocciolo) micorrizate dal tartufo
    nero pregiato. Tutta la produzione veniva ottenuta in un’unica
    serra delle dimensioni di 70 mq. 

Negli anni successivi si è verificato un costante progresso:

– le strutture sono diventate 5 serre per una superficie di 780
mq;

– il numero dei simbionti è aumentato con l’inserimento di
leccio, farnia, cerro, nocciolo turco, carpino nero, pino da
pinoli, pino d’Aleppo, noce pecan, cisto rosso;

– è aumentato il numero dei tartufi utilizzati per l’inoculo:
Tuber aestivum, Tuber uncinatum, Tuber borchii, tuber
brumale.

– la produzione media di piante ha raggiunto il numero
di 25.000 unità

  • Nel 2015 è stato aperto un secondo vivaio in località Marsciano
    presso l’Azienda Agraria Galletti Matteo. Questa nuova struttura
    è dotata di 8 serre per una superficie coperta di 1500 mq.
    L’ingresso della nuova struttura e di personale giovane e attivo ha
    permesso di incrementare:                                                                                                                                                                                                – il numero dei simbionti: rovere, carpino bianco, carpino
    orientale, tiglio, pioppo bianco, pioppo nero, salice;
    – i tartufi inoculati: Tuber macrosporum e soprattutto Tuber
    magnatum

 

Un grande insegnamento tradotto in una grande collaborazione: il dott. Matteo Galletti già studente del prof. Mattia Bencivenga. Insieme in una delle serre del Vivaio

Tartufaia produttiva di Tuber melanosporum Vittad., sarchiata e irrigata

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