Nella foto il Prof. Mattia Bencivenga ed alla sua destra il Dott. Matteo Galletti consulenti scientifici del Vivaio
Vivaio Caterina, di Bencivenga Caterina
Il Vivaio Caterina, seguendo tecniche innovative di micorrizazione, produce le seguenti specie vegetali micorrizate dai tartufi che si possono raccogliere e commercializzare in Italia secondo la legge 752/85:
roverella (Quercus pubescens Willd.), leccio (Quercus ilex L.), farnia (Quercus robur L.), cerro (Quercus cerris L.), carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), nocciolo (Corylus avellana L.), nocciolo turco (Corylus colurna L.), tiglio (Tilia platyphillos Scop.), cisto rosso (Cistus incanus L.), Pino da pinoli (Pinus pinea L.), pino d’Aleppo (Pinus halepensis L.), pecan (Carya illinoensis (Wangenh.) K. Koch), faggio (Fagus sylvatica L.) e tiglio (Tilia platiphyllos Scop).
Le piante micorrizate, prima della collocazione nel mercato vengono sottoposte a cernita per eliminare le piante mal formate, i
plus e i minus-svarianti in modo da omogeneizzare i lotti. I lotti omogenei vengono campionati dall’Università di Perugia che
esegue il controllo e rilascia, per i lotti ritenuti idonei sotto il profilo forestale e di micorrizazione il certificato di micorrizazione.
Le piante tartufigene che mettiamo in commercio sono tutte sane, ben sviluppate, corrispondono ai requisiti forestali secondo le
norme di legge, e sono tutte accompagnate dal certificato di micorrizazione, dal certificato di origine forestale e dal passaporto
verde.
Considerando che i tartufi raccolti in zone diverse mostrano una più o meno evidente variabilità genetica, il Vivaio Caterina è disponibile a produrre piante personalizzate utilizzando, come inoculo, le spore del tartufo fornito dall’acquirente e raccolto nella zona dove verrà effettuata la piantagione. Tutto ciò per garantire una maggiore adattabilità alle condizioni ambientali del luogo d’impianto, conservare il genotipo locale di tartufo e ottenere una produzione di qualità.
Il Vivaio Caterina è dotato di personale specializzato capace di fornire consulenza scientifica per tutte le fasi di coltivazione delle
diverse specie di tartufo, dalla scelta della specie di pianta simbionte e di tartufo, all’impianto, alla coltivazione delle piante
tartufigene in campo, alla raccolta dei tartufi.
Direzione scientifica e tecnica
Ricerca, esperienza e innovazione al servizio della tartuficoltura
Il Vivaio Caterina si avvale di una direzione scientifica e tecnica di alto profilo, che unisce
decenni di esperienza accademica a ricerca applicata e sperimentazione sul campo, garantendo
competenza, affidabilità e risultati concreti nella coltivazione del tartufo.
Prof. Mattia Bencivenga
Pioniere della tartuficoltura moderna in Italia
Il Prof. Mattia Bencivenga, nato a Montefranco (TR) il 28 giugno 1942, è responsabile scientifico
del Vivaio Caterina.
Dal 1964 ha ricoperto numerosi incarichi presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia:
Assegnista, Curatore dell’Orto Botanico, Professore incaricato, Professore associato e, dal 1994,
Professore ordinario di Botanica Ambientale e Applicata.
Dal 1977 svolge attività di ricerca sull’ecologia delle specie pregiate di tartufo, sulla
micorrizazione delle piante simbionti e sulle tecniche di coltivazione in campo delle piante
micorrizate.
È autore di 167 pubblicazioni scientifiche, circa la metà dedicate alla biologia, ecologia e
coltivazione dei tartufi.
Nel 1980 ha realizzato la prima tartufaia coltivata italiana con piante micorrizate (tartufaia di
Volperino) e ha collaborato alla stesura del manuale di tartuficoltura, testo di riferimento per il
settore.
Dott. Matteo Galletti
Ricerca applicata e nuove prospettive per la coltivazione del tartufo
Il Dott. Matteo Galletti, nato a Marsciano (PG) il 28 settembre 1990, si è laureato in Scienze
Agrarie nel 2012 presso l’Università di Perugia, discutendo una tesi sulla variabilità delle
micorrize del genere Tuber prodotte da diverse specie vegetali.
Dal conseguimento della laurea svolge attività di ricerca sulle esigenze ecologiche delle
principali specie di tartufo, con particolare attenzione alle applicazioni pratiche per la coltivazione
e la gestione delle piante micorrizate in campo.
Ha realizzato numerose tartufaie, lavorando sull’ottimizzazione della produzione attraverso
l’integrazione di tecniche tradizionali e innovative.
In particolare, ha condotto ricerche sulla produzione di piante micorrizate con tartufo bianco,
ottenendo risultati significativi su una delle specie più pregiate e complesse da coltivare.
Attualmente è impegnato in una capillare attività di sperimentazione territoriale finalizzata a:
individuare i terreni idonei alla coltivazione del tartufo bianco
definire le tecniche di gestione più efficaci delle piante micorrizate in campo
migliorare stabilità produttiva e qualità del raccolto
Ricerca condivisa e crescita del settore
Entrambi i responsabili hanno collaborato alla realizzazione del manuale di tartuficoltura,
contribuendo alla diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche fondamentali per lo sviluppo
della tartuficoltura moderna.
